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Milano, 14 set. - (Adnkronos) - Prima campanella per i 427mila studenti milanesi ma i tagli della riforma Gelmini lasciano a casa, secondo i sindacati, centinaia di insegnati. L'anno scolastico e' iniziato con circa seicento supplenti ancora da nominare, e' l'accusa delle sigle sindacali. Gli insegnanti non stanno a guardare e davanti al liceo Parini, uno degli istituti storici di Milano, e' scattata la protesta di una ventina di precari col viso coperto da maschere bianche e le bocche chiuse da nastro adesivo rosso. Un presidio con tanto di striscioni (''Il primo giorno il libro si apre senza molte pagine importanti'' e ''Scuola tagliata ignoranza assicurata'') volantini e megafono per spiegare il 'no ai tagli' alla scuola pubblica.

Una protesta che, da giorni, vede come 'teatro' l'ingresso della sede del provveditorato e che, sempre piu', investe anche agli studenti delle scuole serali e i genitori. I sindacati sono pronti a continuare a manifestare contro i tagli previsti dalla riforma, per la tutela dei precari e per una scuola pubblica ''migliore e piu' giusta''. Intanto, nel primo pomeriggio e' iniziata una manifestazione di 'Retescuole' davanti alla libreria Mondadori in piazza Duomo dove, lo scorso giugno, il ministro Gelmini fu contestata.

Un incontro per annunciare una querela contro il giornalista Emilio Fede, accusato di aver usato parole inopportune nei loro confronti, ma soprattutto per dimostrare il ''disastro'' della riforma della scuola. ''Dai docenti precari che hanno perso il lavoro a quelli di sostegno che dovranno seguire tre, quattro allievi gravi per pochissime ore al giorno'', denunciano alcune esponenti della Rete in difesa dell'istruzione."Dai facilitatori culturali che avrebbero dovuto occuparsi degli alunni stranieri e che sono stati cancellati con un colpo di penna agli studenti che si stiperanno in numero sempre maggiore nelle aule sempre piu' piccole'', spiegano. L'obiettivo, sottolineano i partecipanti, ''e' difendere la scuola pubblica di qualita'".

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